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Appalti, il project manager serve

Fonte: Italia Oggi

Con il nuovo Codice diventa cruciale la fase di esecuzione dei contratti pubblici
Appalti, il project manager serve
Chance per migliorare la qualità dell'opera e del personale.

Con la riforma del Codice degli appalti si sono introdotti due importanti principi che dovrebbero dare garanzia su tempi, costi e qualità nell'esecuzione dei contratti di lavori pubblici, di forniture e servizi per la pubblica amministrazione. Il concetto di esecuzione del contratto diventa centrale rispetto alle altre diverse fasi altrettanto rigorosamente disciplinate dal codice: programmazione, affidamento e verifica della regolare esecuzione. L'attenzione è al Titolo V e in modo particolare all'art. 101 (Soggetti delle stazioni appaltanti) dove, per la esecuzione dei contratti è prevista la direzione del responsabile unico del procedimento, a cui è demandato il controllo dei livelli di qualità delle prestazioni.
Il responsabile unico del procedimento si avvale, nella fase di esecuzione, del direttore dell'esecuzione del contratto, o del direttore dei lavori, del coordinatore in materia di salute e di sicurezza durante l'esecuzione, secondo quanto previsto dal dlgs n. 81/2008, nonché del collaudatore ovvero della commissione di collaudo, del verificatore della conformità accertando per ognuno il corretto ed effettivo svolgimento delle funzioni affidate. Come si può vedere, al responsabile unico del procedimento viene assegnata la responsabilità di direzione dell'esecuzione del contratto, ovvero dell'opera, fornitura e servizi e il controllo (verifica) dei livelli di qualità delle prestazioni raggiunte. Ovvero concorre con la sua attività al raggiungimento dei vincoli temporali, di costo e qualità dell'opera, fornitura o servizio oggetto del contratto (obiettivi di progetto). Può avvalersi di specifiche figure a presidio di determinate attività di controllo dell'esecuzione che possiamo tranquillamente definire gruppo di progetto: direzione lavori, assicurazione della sicurezza e della qualità e verifica delle prestazioni. Non interviene in alcun modo nella materiale esecuzione dell'opera, che viene invece demandata all'esecutore del contratto, detto anche appaltatore. Al Rup compete un ruolo di coordinamento e di verifica sul corretto operato e sul rispetto delle funzioni affidate ai propri collaboratori (per il raggiungimento degli obiettivi). Questa impostazione evoca quanto in letteratura viene definito come gestione di un progetto secondo diverse metodologie sviluppatesi nel corso del tempo ed oggi regolate internazionalmente dalla norma Uni Iso 21500:2013 «Guida alla gestione dei progetti» (project manager).

Per questo motivo si comprende come siano richiesti dalla linea guida n. 3 dell'Anac al responsabile del procedimento, una adeguata competenza di Project manager, acquisita anche «attraverso la frequenza, con profitto, di corsi di formazione in materia di project management». Ciò a partire dall'entrata in vigore dell'art. 38 del codice in materia di qualificazione delle stazioni appaltanti il cui dpcm di attuazione è in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. In tale disciplina manca una corrispondenza tra i livelli di qualificazione della stazione appaltante in rapporto alle differenti competenze di project management possedute dai responsabili del procedimento interni alla stazione appaltante. Differenza che invece viene fatte nel caso di laureati o diplomati tecnici e di laureati in materie giuridiche. Ciò non è di poco conto in quanto le competenze di project manager possono essere comprovate solo attraverso certificati:

di prima parte – autocertificazione da parte dell'interessato;
di seconda parte – quelle in cui un ordine professionale, un datore di lavoro, una associazione attesta che un proprio iscritto o dipendente possiede i requisiti richiesti. Rientrano in questa categoria: le certificazioni di project manager (ad esempio PMI®, ISIPM, PRINCE2®) e gli attestati di qualità dei servizi rilasciati da Associazioni Professionali (art. 4, legge 4/2013)
di terza parte – rilasciate da un organismo indipendente che attesta la rispondenza ai requisiti fissati da normative precise. Nel caso di project manager si tratta di certificazione rilasciata da un organismo accreditato Accredia (ente unico nazionale di accreditamento) a seguito del superamento di un esame che attesta il possesso dei requisiti di conoscenza, abilità e competenza definiti dalla norma Uni 11648 nei singoli ambiti (o scopi) di certificazione;
La pubblica amministrazione per la formazione e certificazione di seconda parte dei Rup avrebbe la possibilità di avvalersi delle previsioni dell'art. 31, comma 9, secondo capoverso per cui «la stazione appaltante, allo scopo di migliorare la qualità della progettazione e della programmazione complessiva, può, nell'ambito della formazione obbligatoria, organizzare una attività formativa specifica per tutti i dipendenti che hanno i requisiti di inquadramento idonei al conferimento dell'incarico di Rup».

Interessante, infine, per la pubblica amministrazione, è la possibilità di sfruttare al meglio le opportunità del primo capoverso del comma 9 dell'art. 31: la stazione appaltante, per le medesime finalità, può, nell'ambito della propria autonomia organizzativa e nel rispetto dei limiti previsti dalla vigente normativa, istituire una struttura stabile a supporto dei Rup, anche alle dirette dipendenze del vertice della pubblica amministrazione di riferimento. Si tratta di quello che nella norma internazionale di riferimento viene definito Program management office (Pmo) e che è una buona modalità per orientare la pubblica amministrazione verso una organizzazione a «progetto» e di raccogliere in modo ordinato le lezioni apprese da un progetto concluso per poterle condividere all'interno ed anche con altre amministrazioni o stazioni appaltanti che si trovano ad affrontare progetti analoghi.

Si può affermare, in conclusione, che la valorizzazione della metodologia di project management nella esecuzione degli appalti di lavori, fornitura e servizi non solo può aiutare a migliorare le performance della Stazione appaltante (rispetto dei tempi, dei costi e della qualità dell'opera, fornitura e servizi) ma è anche una opportunità per la pubblica amministrazione di crescita professionale del proprio personale e di diffusione organizzata delle lezioni apprese (buone pratiche o errori da non ripetere).